Sui chakra online si trova di tutto: colori arcobaleno presi per oro colato, “aperture” istantanee, promesse di guarigione.
Vorrei che questa pagina fosse diversa. Qui ti racconto cosa sono i chakra, da dove vengono davvero e come funzionano, senza spiritualismo da quattro soldi, ma anche senza smontarli e ridurli a un mero “non esistono”.
È un sistema antico, complesso e utile, che può aiutarci immensamente nel conoscere le nostre energie. Scopriamolo insieme.
Cosa sono i chakra?
I chakra sono centri energetici del corpo descritti nelle tradizioni indiane dello yoga e del tantra.
Il loro nome viene dal sanscrito cakra, che significa “ruota”, e indica vortici di energia disposti lungo l’asse del corpo.
Hanno tre funzioni: assorbire l’energia vitale, trasformarla, e ridistribuirla nelle diverse aree del nostro essere: fisico, emotivo e mentale.
Nel sistema oggi più diffuso sono sette, disposti verticalmente dalla base della colonna vertebrale alla sommità del capo.
Da dove viene la parola “chakra”?
La parola chakra (चक्र) viene dal sanscrito, la lingua sacra dell’India antica, e si traduce letteralmente in “ruota”, “cerchio” o “disco solare”.
È anche un attributo del dio induista Vishnu, che lo brandisce come arma circolare e luminosa. La radice è la stessa dell’indoeuropeo kʷékʷlos, da cui derivano anche il greco kýklos e l’italiano “ciclo”. Nel contesto yogico, il termine indica ognuno dei vortici energetici descritti nei testi tantrici medievali.
Quanti chakra esistono nel corpo umano?
Dipende dalla tradizione.
I testi dell’Hatha Yoga ne contano 74, mentre altre tradizioni yogiche arrivano fino a 114.
Alcuni sistemi più antichi parlano di quattro o sei.
Il sistema a sette chakra che oggi è il più diffuso in Occidente compare per la prima volta nel Kubjikāmata-tantra, un’opera dell’XI secolo, e si è imposto come standard solo nel Novecento.
I sette chakra principali si distribuiscono lungo la colonna vertebrale, dal perineo fino alla sommità del capo, collegati tra loro da una rete di canali energetici chiamati Nadi. Lungo questi canali scorre l’energia vitale, il prana, in movimenti ascendenti e discendenti che formano una spirale.
→ Approfondisci: Quanti sono i chakra?
Dove si trovano i chakra nel corpo?
I chakra non sono visibili in una radiografia o in una risonanza, perché non appartengono al corpo fisico in senso anatomico. Si trovano nel cosiddetto corpo sottile (sūkṣma-śarīra in sanscrito): un campo energetico che, secondo le tradizioni yogiche, convive con il corpo fisico e lo alimenta di vitalità.
Ogni chakra ha però un’area corporea di riferimento (il perineo, il plesso solare, il cuore, la gola, la fronte, la sommità del capo) e nei testi viene messo in relazione con organi e ghiandole precise.
È importante non confondere i due piani: la corrispondenza tra chakra e plessi nervosi (o ghiandole endocrine) è un’aggiunta novecentesca, frutto del tentativo di “tradurre” il sistema dei chakra nel linguaggio della medicina occidentale. Nei testi originali, questa corrispondenza non c’è.
→ Approfondisci: Dove si trovano i chakra
I chakra esistono davvero?
Conviene dire le cose come stanno: non esiste prova scientifica che i chakra siano organi fisici, e nessuna ricerca medica ne ha mai dimostrato l’esistenza in senso letterale. Trattarli come fossero organi è un fraintendimento.
Quello che funziona, per chi medita da molti anni, è considerarli un modello esperienziale: una mappa per orientarsi nel proprio mondo emotivo ed energetico.
Quando senti un peso al petto dopo una delusione, non c’è bisogno di credere che il “chakra del cuore” sia un oggetto fisico: il modello ti dà un linguaggio per riconoscere quella sensazione, situarla nel corpo, e lavorarci sopra con tecniche specifiche di respiro, postura, attenzione.
In altre parole: i chakra non sono cose, sono strumenti. Funzionano se li usi come tali. Trattarli come dogmi spirituali, o liquidarli come superstizione, sono due risposte che non ne colgono l’essenza.
A cosa servono?
I chakra hanno tre funzioni: assorbire l’energia vitale (chiamata prana nello yoga e qi nella medicina cinese), trasformarla, e ridistribuirla negli aspetti fisici, emotivi e mentali della persona.
È un sistema che funziona come un secondo apparato endocrino, ma sul piano energetico: ogni centro presiede un’area specifica dell’esperienza. Quando un chakra è in equilibrio, quell’area della vita scorre. Quando è in squilibrio, dà segnali di squilibrio.
Le aree presidiate sono concrete e riconoscibili: il chakra della radice governa la sicurezza, quello sacrale le emozioni e la creatività, il plesso solare l’autostima, il cuore le relazioni, la gola la comunicazione, il terzo occhio l’intuizione, la corona la connessione con qualcosa di più grande. Le ritrovi nella tabella più avanti, una per una.
Il riequilibrio passa da pratiche specifiche (meditazione, yoga, lavoro sul respiro) ma anche da attività più quotidiane come l’alimentazione e l’uso dei cristalli. Non c’è una sola via.
Cosa significa “aprire” o “bilanciare” un chakra?
L’espressione “aprire i chakra” è diventata popolare, ma è un po’ fuorviante.
Un chakra non è mai veramente chiuso: se lo fosse, l’energia non scorrerebbe affatto e non potremmo vivere. Quello che cambia è il flusso: a volte è abbondante e libero, altre volte è ostacolato.
Bilanciare un chakra significa togliere gli ostacoli che impediscono all’energia di scorrere bene. Questi ostacoli sono spesso emotivi: paure non elaborate, lutti, attaccamenti, traumi.
Si manifestano come tensioni del corpo, comportamenti ripetitivi, emozioni che non riusciamo a regolare. Il lavoro sui chakra è introspezione, consapevolezza e pratica costante.
Aprire i chakra è pericoloso?
Per la pratica quotidiana di yoga e meditazione, no. Le tecniche di base (respiro consapevole, posture, visualizzazioni, mantra) sono sicure e ben tollerate dalla grande maggioranza delle persone.
Il discorso cambia per le pratiche avanzate di risveglio della kundalini, l’energia sottile che secondo la tradizione giace addormentata alla base della colonna vertebrale.
Esistono testimonianze documentate di persone che, lavorandoci sopra senza guida né preparazione, hanno avuto reazioni intense come disturbi del sonno, ansia e disorientamento. Sono casi rari, ma reali.
La regola pratica è semplice: per il lavoro di base, puoi procedere in autonomia affidandoti al buon senso. Per le tecniche più profonde, affidati a un insegnante con esperienza. Non è una questione di pericolo immediato, ma di non perdere tempo né farsi male inutilmente.
Origine e storia dei chakra
La storia dei chakra e la storia dello yoga vanno di pari passo: è infatti nell’ambito della filosofia yogica, e in particolare dell’Hatha Yoga, che il sistema dei chakra è stato perfezionato e sviluppato fino a diventare quello che conosciamo oggi.
É importante notare come nel corso della storia il sistema dei chakra sia mutato e si sia adattato alle tradizioni e culture che lo hanno adottato: non esiste infatti soltanto il sistema che conosciamo oggi (composto da 7 principali centri energetici) e persino i colori dell’arcobaleno con i quali rappresentiamo i chakra oggi sono stati introdotti soltanto negli anni ’70.
Il sistema dei chakra era originariamente inteso come un metodo per praticare un rituale indù noto come nyāsa, che combina mantra, meditazioni, gesti e visualizzazioni.
Secondo lo studioso inglese Gavin Flood, un primo sistema composto da sei chakra più il “centro” (Sahasrara) della corona appare per la prima volta in forma scritta nel Kubjikāmata-tantra, un’opera letteraria della tradizione religiosa Kaula dell’XI secolo.
I chakra vengono poi citati anche nelle Upanishad, uno dei quattro volumi dei Veda, testi religiosi in sanscrito dell’antica India redatti tra il 1500 e il 900 a.C.
I chakra nel buddismo
La storia dei chakra si evolve e diventa più importante nell’era medievale, quando i chakra vengono perfezionati nei testi e nelle tradizioni indù e buddisti, che identificano molti concetti del sistema dei chakra a cui pensiamo oggi. Alcuni di questi sono l’energia vitale (prana in sanscrito), così come il concetto di un corpo sottile.
Nel buddismo tantrico tibetano possono esserci quattro, cinque, sette o dieci chakra.
Ancora oggi la maggior parte delle tradizioni tantriche buddiste, conosciute come Vajrayana, utilizzano cinque (e non sette) chakra principali.
I cinque chakra comuni in molte tradizioni buddiste sono:
- Genitale
- Ombelico
- Cuore
- Gola
- Corona
Induismo, Nyāsa e Tantra
Non si può raccontare la storia dei chakra senza discutere del Tantra buddista e di altre pratiche buddiste tibetane ed esoteriche.
Come accennato nell’introduzione, l’obiettivo principale del sistema dei chakra nella tradizione indù era quello di favorire la meditazione, i mantra e la visualizzazione. Questa pratica è conosciuta come nyāsa.
I chakra erano anche fortemente connessi alle divinità indù e ai cinque elementi di terra, vento, acqua, fuoco e spazio/etere.
Il sistema moderno dei chakra
Possiamo far risalire il sistema dei chakra che conosciamo oggi al lavoro di Sir John Woodroffe, anche conosciuto con il suo pseudonimo di Arthur Avalon.
Era uno studioso britannico che scrisse molte opere importanti sul tantra indù, la kundalini e lo yoga. Uno dei suoi testi più famosi è Il potere del serpente, considerato uno dei migliori lavori moderni sul sistema dei chakra.
In esso, Woodroffe fornisce sia il commento che la traduzione dei testi antichi Sat-Cakra-Nirupana e Paduka-Pancaka.
È un’ottima risorsa per conoscere il tantra e la kundalini, specialmente per gli occidentali che non conoscono l’argomento, ed è diventato uno dei testi più famosi e influenti moderni sui chakra, contribuendo a far conoscere al mondo occidentale questo sistema.
I colori dei chakra
Chakra e colori sembrano un’accoppiata che esiste da sempre, eppure l’abbinamento dei colori dell’arcobaleno ai chakra è citato per la prima volta dall’autore inglese Christopher Hills nel suo libro Nuclear Evolution, scritto nel 1977.
Nella tradizione indù e buddista, i chakra si collegano ai mantra sanscriti Bija che corrispondono ai cinque grandi elementi. Ad esempio, LAM si collega sempre all’elemento terra, che a sua volta si collega al chakra della radice.
Oltre a un elemento, ogni chakra è associato anche a una divinità indù.
| Nome del Chakra | Nome Sanscrito | Mantra | Divinità |
| Chakra della radice | Muladhara | “LAM” | Ganesh |
| Chakra sacrale | Svadhishthana | “VAM” | Brahmā |
| Chakra del plesso solare | Manipura | “RAM” | Vishnu |
| Chakra del cuore | Anahata | “YAM” | Rudra |
| Chakra della gola | Vishuddha | “HAM” | Īśvara |
| Chakra del terzo occhio | Ajna | “OM” | Sadāśiva |
| Chakra della corona | Sahasrara | “AUM” | Bhairava |
Qui di seguito ti descriverò ognuno dei sette chakra principali e le sue caratteristiche. Scopriremo i simboli dei chakra e i metodi per l’attivazione dei chakra e l’apertura dei chakra, così come alcune malattie e malesseri psicologici che potrebbero essere causati da un loro squilibrio energetico (in un senso o nell’altro).
1) Primo Chakra, Muladhara: Il chakra della radice
Il primo chakra, anche conosciuto come chakra della radice (nome sanscrito: Muladhara मूलाधार), si trova nel perineo, alla base della colonna vertebrale, e controlla diverse parti del corpo come il naso, il senso dell’olfatto, il sistema linfatico, il sistema osseo, la prostata e le estremità inferiori. Gli si associano solitamente i colori rosso e nero.
In sanscrito, il suo nome significa “il supporto della base”.
Governa la stabilità, la sopravvivenza e il nostro senso di sicurezza ed è solitamente bloccato dalla paura. Il suo elemento è la terra.
Le principali conseguenze dello squilibrio energetico del chakra della radice sono la timidezza, i sensi di colpa, il disagio, la paura ad affrontare la vita, la sfiducia, la distrazione, una grande dipendenza dai beni materiali, etc.
Puoi equilibrare questo chakra tornando in armonia con il suo elemento, ovvero la terra (ad esempio sperimentando la meditazione camminata), svolgendo sequenze yoga focalizzate sulla parte inferiore del corpo, curando le tue ferite emotive associate all’abbandono e alla mancata sicurezza.
Scheda del primo chakra Mūlādhāra
Posizione: All’altezza del perineo, tra i genitali e l’ano
Funzione: Stabilità, sicurezza, fiducia in sé stessi
Colore: Rosso e nero
Elemento: Terra
Senso: Olfatto
Cristalli e pietre: Rubino, corallo rosso, granato, diaspro, onice nero, ossidiana, tormalina nera
Mantra: Lam
Nota: Do
Animale: Bue, toro, elefante (associati alla terra)
2) Secondo chakra, Svadhisthana: Il chakra sacrale
Il secondo chakra, anche conosciuto come chakra splenico o chakra sacrale (nome sanscrito: Svadhisthana स्वाधिष्ठान), si trova nel centro dell’addome, circa due dita sotto l’ombelico, ed è collegato agli organi sessuali, il sistema riproduttore e il plesso lombare. Il colore che gli viene associato è l’arancione.
In sanscrito, il suo nome significa “la propria dimora”.
Governa il piacere, la creatività e la libertà di espressione ed è solitamente bloccato dal senso di colpa. Il suo elemento è l’acqua.
Le conseguenze dello scorretto flusso energetico verso il chakra sacrale sono le repressioni sessuali, la paura al godimento, il disprezzo del sesso e blocchi energetici che limitano l’espressione della propria personalità.
Per equilibrare questo chakra puoi dedicarti ad alcuni esercizi come il nuoto, concederti lunghi bagni, docce e in generale stando a contatto con l’acqua, o ancora con balli o danze che coinvolgano movimenti e rotazioni del bacino, strettamente legati alle relazioni sessuali.
Scheda del secondo chakra Svadhisthana
Posizione: Parte inferiore dell’addome
Funzione: Sessualità, emozioni, creatività
Colore: Arancione
Elemento: Acqua
Senso: Tatto e gusto
Cristalli e pietre: Ambra, citrina, topazio, opale, calcite arancione
Mantra: Vam
Nota: Re
Animale: Coccodrillo, serpente, pesce, rettili
3) Terzo chakra, Manipura: Il chakra del plesso solare
Il terzo chakra, anche conosciuto come chakra del plesso solare (nome sanscrito: Manipura मणिपूर) si trova, come dice il suo nome, nel plesso solare (ovvero l’area addominale subito sotto il diaframma), è associato al colore giallo e coinvolge diverse parti del tuo corpo come la pelle, il sistema muscolare, lo stomaco, il fegato, l‘intestino crasso e ghiandole e organi a livello del plesso solare. Si associa anche agli occhi, alla vista e ai muscoli del viso.
In sanscrito, il suo nome significa “la città del gioiello splendente”.
Governa la forza di volontà, il potere personale e la fiducia in noi stessi ed è solitamente bloccato dalla vergogna. Il suo elemento è il fuoco.
Se il tuo chakra del plesso solare funziona male potresti avere problemi come eccesso di peso nell’addome, malattie dell’apparato digestivo, acidità, ulcere, dipendenza da stimolanti, fatica cronica, egoismo, insoddisfazione personale, senso di inferiorità, senso di colpa, dipendenza dal potere, egocentrismo, etc.
Puoi bilanciare questo chakra correndo, scaricando la tensione, cambiando abitudini noiose, rompendo la routine e facendo esercizi ad arco, ad esempio i 5 tibetani.
Scheda del terzo chakra Manipura
Posizione: Plesso solare
Funzione: Espansività, consapevolezza della vita, azione, volontà e piacere
Colore: Giallo
Elemento: Fuoco
Senso: Olfatto
Cristalli e pietre: Tutte le pietre gialle, in particolare la calcite, la citrina e il topazio
Mantra: Ram
Nota: Mi
Animali: Ariete, simbolo del fuoco
4) Quarto chakra, Anahata: Il chakra del cuore
Il quarto chakra, anche conosciuto come chakra del cuore (nome sanscrito: Anahata अनाहत) si trova al centro del tuo petto e controlla il cuore, il sistema circolatorio, i polmoni, il plesso cardiaco e tutta la zona del petto. Gli si associa il colore verde.
In sanscrito, il suo nome significa “non colpito”.
Governa l’amore, le relazioni, la generosità e l’empatia ed è solitamente bloccato dal dolore e dalle delusioni. Il suo elemento è l’aria.
Le conseguenze del malfunzionamento del chakra del cuore sono l’incapacità di amare, le malattie respiratorie e cardiache, l’egoismo, la disconnessione e l’isolamento.
Per equilibrare al meglio questo chakra puoi eseguire degli esercizi di respirazione completa che comportino ampie aperture pettorali, aiutare il prossimo e lavorare sull’empatia e la compassione.
Scheda del quarto chakra Anahata
Posizione: Al centro del petto
Funzione: Amore, umiltà, compassione, generosità, apertura al prossimo
Colori: Verde e rosa
Elemento: Aria
Senso: Tatto
Cristalli e pietre: Tutte le pietre verdi, in particolare la tormalina verde e l’avventurina, e le pietre rosa, in particolare il quarzo rosa
Mantra: Yam
Nota: Fa
Animale: Antilope
5) Quinto chakra, Vishuddha: Il chakra della gola
Il quinto chakra, anche conosciuto come chakra della gola (nome sanscrito: Vishuddha विशुद्धी) si trova alla base della gola e governa il collo, la gola, le mani e le braccia. È associato anche al plesso bronchiale o cervicale e viene rappresentato con il colore azzurro.
In sanscrito, il suo nome significa “puro”.
Governa l’ascolto, la comunicazione e la capacità di dire la verità ed è solitamente bloccato dalle bugie. Il suo elemento è l’etere.
Un cattivo funzionamento di questo chakra può dare luogo a problemi di voce, debolezza delle corde vocali, difficoltà nella comunicazione, malfunzionamento della tiroide e necessità di parlare molto, o al contrario paura di parlare per evitare problemi.
Come bilanciare il chakra della gola? Con rotazioni e movimenti del collo, gridando tutto quello che senti in un posto tranquillo, facendo esercizi di vocalizzazione, esercizi di canto, oppure cantando dei mantra in maniera ripetitiva e sistematica.
Scheda del quinto chakra Vishuddha
Posizione: Al livello della gola, all’incrocio delle ossa della clavicola
Funzione: Comunicazione, apertura al prossimo, ascolto
Colore: Azzurro
Elemento: Etere
Senso: Udito
Cristalli e pietre: Tutte le pietre azzurre, in particolare il calcedonio e la sodalite
Mantra: Ham
Nota: Sol
Animale: Elefante
6) Sesto chakra, Ajna: Il chakra del terzo occhio
Il sesto chakra, anche conosciuto come chakra del terzo occhio (nome sanscrito: Ajna आज्ञा) si trova al centro della fronte e governa le tempie, il plesso carotideo e ovviamente la fronte. I colori che più spesso gli si associano sono l’indaco, il blu e il viola.
In sanscrito, il suo nome significa “percepire”.
Governa l’intuizione, l’immaginazione creativa e la lucidità mentale ed è solitamente bloccato dalle illusioni. Il suo elemento è la luce.
Il disequilibrio di questo potente centro energetico potrebbe causarti allucinazioni, problemi psicologici, problemi alla vista, frequenti emicranie e stati di confusione mentale.
Per equilibrare il chakra del terzo occhio puoi seguire delle meditazioni guidate, visualizzare forme geometriche semplici, massaggiare le tempie e il contorno degli occhi con movimenti circolari, o massaggiare gli occhi con le palpebre chiuse usando la punta delle dita.
Scheda del sesto chakra Ajna
Posizione: Al centro della fronte, tra le sopracciglia
Funzione: Intuizione, immaginazione, lungimiranza
Colore: Viola o indaco
Elemento: Luce
Senso: Sesto senso
Cristalli e pietre: Ametista, fluorite, labradorite, lapislazzuli, moldavite, opale, sodalite, zaffiro, zircone
Mantra: Aum
Nota: La
Animale: La simbologia non prevede un animale rappresentativo per questo chakra
7) Settimo chakra, Sahasrara: Il chakra della corona
Il settimo chakra, anche conosciuto come chakra della corona (nome sanscrito: Sahasrara सहस्रार), si trova in cima alla tua testa, proprio come una corona, e controlla la parte superiore della testa, il sistema nervoso e il cervello. Viene solitamente associato al colore viola oppure al bianco.
In sanscrito, il suo nome significa “loto dai mille petali”.
Governa la spiritualità, la saggezza e la conoscenza trascendentale ed è solitamente bloccato dagli attaccamenti terreni. Il suo elemento è il metallo.
I problemi con questo chakra possono causare la necessità di dominare e manipolare gli altri per ottenere quello che vuoi, il fatto di voler avere sempre ragione, la prepotenza, la rigidità nella forma di pensare, un alto ego, valori materialisti, la difficoltà nel concentrarsi, la difficoltà di pensare autonomamente.
Puoi bilanciare il chakra della corona con esercizi di meditazione e in generale coltivando consapevolezza, concentrazione e nutrendo la tua parte più spirituale.
Scheda riassuntiva del settimo chakra Sahasrara
Posizione: Alla sommità del capo
Funzione: Consapevolezza universale o consapevolezza pura
Colore: Viola e bianco
Elemento: Metallo
Senso: Empatia
Cristalli e pietre: Quarzo ialino, ametista, diamante
Mantra: Om
Nota: Si
Animale: Nessuno
Significato chakra, simboli chakra, posizione chakra, colori dei chakra
| Chakra | Simbolo | Elemento e colori | Posizione |
| Chakra della radice | Terra – Rosso e nero | Perineo | |
| Chakra sacrale | Acqua – Arancione | Plesso sacrale | |
| Chakra del plesso solare | Fuoco – Giallo | Plesso solare | |
| Chakra del cuore | Aria – Verde e rosa | Torace | |
| Chakra della gola | Spazio / Etere – Azzurro e blu | Gola | |
| Chakra del terzo occhio | Luce – Indaco | Fronte | |
| Chakra della corona | Metallo – Viola e bianco | Testa |
Chakra immagini

Conclusione
Ora che hai appreso a cosa servono i 7 chakra e quali sono le loro funzioni, fai caso ai segnali che il tuo corpo ti invia. Spesso, un dolore o malessere in un determinato punto del corpo è associato al chakra che lo governa e può essere risolto applicando i consigli che ti abbiamo dato in questa guida e negli articoli di approfondimento.
Conoscere e risvegliare i chakra è estremamente utile per preservare la tua salute fisica e spirituale, e anche per comprendere meglio il tuo corpo e le energie ad esso legate.
Se vuoi approfondire la tua conoscenza dei principali chakra, imparando come riequilibrarli a livello olistico con meditazione, yoga, aromaterapia, alimentazione e cristalloterapia ti invitiamo a scoprire il nostro corso online dedicato ai chakra.
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- Anno: 2020