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Addio 2020. E grazie!

Un saluto al 2020, con tutte le riflessioni, pesanti ma necessarie, che questo anno ci ha regalato. A un futuro migliore.
coppia vista da dietro guarda fuori da una finestra
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Il 2020 è stato un anno buio e da dimenticare, e noi umani abbiamo sempre bisogno di qualcuno da incolpare. È perfettamente normale, è la nostra strategia di coping più primitiva.

Incriminare ed insultare il 2020 è stata un’opzione ovvia e conveniente, e lo abbiamo fatto ripetutamente. Devo ancora incontrare qualcuno che non vuole che quest’anno esca velocemente dal palcoscenico della vita, nella speranza che il nuovo anno regali a tutti noi una tela fresca e incontaminata su cui dipingere un nuovo inizio.

Non parlerò del disagio fisico, del trauma emotivo e della frustrazione generale causati dalla pandemia di quest’anno, poiché le parole sembrano inadeguate, ripetitive e sminuenti. Abbiamo visto troppe persone care soffrire e la vita come la conoscevamo è cambiata in modo irriconoscibile. Forse non per sempre, ma sicuramente per il prossimo futuro.

Eppure, riflettendo su quest’anno, mi sono resa conto di quanto mi abbia profondamente cambiata e di quante lezioni preziose mi abbia insegnato. In fondo, che cos’è la vita senza l’indomabile volontà di andare avanti? Senza la ricerca della luce in fondo al tunnel, della corsa alla speranza?

Il 2020 si è portato via troppo, ma è stato bilanciato da tanta crescita personale e spirituale. Penso spesso al tao in questi casi: lo yin e lo yang, che non possono esistere l’uno senza l’altro. L’anno appena passato ha insegnato lezioni significative, anche se costose. Alcune di queste lezioni sono regali per cui so di essere grata.

Ad esempio, ha portato me e la mia amica Daniela a reinventarci, a capire come sfogare la nostra vena creativa e conciliarla con il nostro amore per la meditazione e per l’ecologia. Il risultato è stata l’apertura (inaspettata) del nostro shop online. Quella che fino al mese di marzo era la sua azienda agricola, costretta a chiudere per via delle restrizioni, è diventata una piccola bottega di artigianato. Laddove ci è stato imposto di fermarci, abbiamo trovato il modo di aggirare l’ostacolo mettendo in discussione tutto ciò che prima davamo per scontato.

Nonostante queste belle vittorie, non nego di avere avuto molti momenti governati dalla tristezza: ho perso due persone importanti della mia famiglia, sono stata lontana da chi amo, più volte la paura e l’ansia hanno preso il sopravvento. Ma ho trovato le mie ragioni per lottare, per non gettare la spugna, e mi sono aggrappata a loro per rendere il 2020 un anno da non dimenticare.

È ora di rivalutare ciò che conta

effimero

Il 2020 mi ha portata ad ammettere a me stessa quanto seriamente ho preso troppe cose nella vita. Come ho ritenuto le minuzie più irrilevanti degne di stress; come ho cercato l’approvazione di tutti; come ho provato a svolgere troppi compiti insieme a spese del mio benessere.

Quest’anno ha offerto un’immensa chiarezza su ciò che conta davvero: famiglia, buoni amici e coloro che portano energia positiva nella mia vita. Il 2020 ha reso i confini (letteralmente) necessari. Alcuni di questi meritano di essere mantenuti anche dopo la pandemia.

Ho anche preso consapevolezza delle mie tante distrazioni: in assenza di viaggi, vacanze, giornate fuori, ore trascorse al cinema, nei bar e ristoranti, oppure facendo shopping e vedendo i miei cari – tutte cose che mi mancano profondamente – ho dovuto affrontare alcune verità scomode sulla mia personalità. So che è tempo di lavorare su me stessa ed emergere più forte, più felice e più resiliente. Il benessere dello status quo a volte deve cambiare affinché la crescita avvenga.

Il dono della meditazione

svuotare la mente con la meditazione

Confesso che, anche se medito da trent’anni, il 2020 mi ha fatto essere più che mai grata di avere la meditazione dalla mia parte.

Il dono più grande della consapevolezza è la capacità di tornare al qui e ora quando sentiamo di non avere più il controllo sulla nostra vita.

La filosofia orientale ha a lungo attribuito gran parte della sofferenza umana al nostro rapporto con il tempo, alle energie mentali che sprechiamo rimuginando sul passato o preoccupandoci del futuro. La pratica della meditazione ci insegna come essere pienamente “presenti nel presente”, trovando momenti della giornata in cui non lasciamo che i pensieri del passato e del futuro ci agitino. Meditare, nel 2020, mi ha davvero salvato la vita.

Gentilezza, compassione, empatia

conforto

Non credo di aver mai assistito a un tale calore, generosità e amore dagli altri come nel 2020. Che si tratti di un vicino che consegna generi alimentari o medicine, i membri della famiglia che si riuniscono tramite WhatsApp, l’atto di cucinare una torta per un amico o il tempo trascorso a chiacchierare da un balcone all’altro: la gentilezza umana è stata abbondante e splendente più che mai nel 2020.

Guardare gli insegnanti fare tutto il possibile per continuare a fornire ai nostri giovani la normalità e persino la gioia, in tempi altrimenti confusi, è stato rassicurante e mi ha resa ottimista per il futuro. Vedere medici, infermieri e altro personale medico rischiare il proprio benessere per quello degli altri mi ha riempito il cuore di gratitudine.

Accettazione

umanità

Nonostante la nostra evoluzione sbalorditiva e il progresso tecnologico in tutti gli aspetti della vita, quest’anno abbiamo imparato che a volte le cose sono semplicemente orribili. E che va bene riconoscere e accettare i momenti di disperazione senza scalpitare per resistere, senza cercare di aggiustare tutto in una volta.

Accettare che le cose vanno male, e che noi stiamo male, è stata una grande lezione. Ma continuiamo a resistere, a sperare nonostante tutto, perché, sebbene accettiamo che quest’anno appena trascorso sia stato difficile e che anche quello appena iniziato potrebbe esserlo, non potremo mai accettare che le cose non miglioreranno.

È questo il meraviglioso potere degli esseri umani: non smettere mai di imparare e sperare.

Addio 2020. E grazie, nonostante tutto.

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